La nostra storia

Chivasso, infossata nella pianura in riva al Po non vantava particolari tradizioni alpinistiche come altre città che sorgono nelle vallate alpine ed ai piedi delle montagne, ma era naturale che anche in essa vi fossero parecchie persone che amavano l’Alpe; basta alzarsi un poco sulla collina e lo sguardo spazia all’orizzonte: dalle Marittime al Monviso, ai giganti della valle d’Aosta sino al M.Rosa ed altre. Nelle giornate particolarmente serene, quando il vento ha spazzato la foschia nella pianura, è possibile scorgere le prealpi lombarde fino alle orobiche e le valli bergamasche. 
Come non restare affascinati e non sentire la prepotente necessità di andare a vedere, conoscere, salire su quelle cime?
Era l’anno 1921, un dopoguerra che lentamente si riprendeva e rimarginava le ferite della catastrofe 1915-1918, riaffiorava il bisogno di trovarsi insieme, di comunicare agli altri le proprie passioni, i propri ideali…
e si trovarono la sera del 17 Ottobre 1921 in 55 appassionati di montagna nel salone di via dell’Asilo; volevano dare vita ad una Associazione Alpinistica: alcuni proponevano di aderire come Sezione staccata dell’ URS di Chivasso, altri proponevano invece di aderire al C.A.I.; fra questi Emilio Gallo, presidente della Sezione di Biella, valoroso alpinista, uomo saggio e che in quella riunione illustrò gli scopi e le finalità del Sodalizio fondato da Quintino Sella e la sua autorevolezza convinse i presenti che, all’unanimità, decisero di aderire al C.A.I.; chiamarono la Sezione “Sezione Canavese” con l’intento di propugnare lo studio, l’amore e la conoscenza delle montagne in particolare della zona sud-orientale del gruppo del Gran Paradiso.
Una Commissione provvisoria di 7 membri stilò il primo regolamento che venne portato alla Assemblea dei Soci del 15 Dicembre 1921. In tale riunione venne nominato il primo Consiglio Direttivo composto di otto membri più il presidente. Due figure che avrebbero avuto successivamente notevole merito nella vita della neonata Sezione del C.A.I. vennero subito alla ribalta: Francesco Parigi, primo Presidente e Guido Muzio segretario; il primo organizzò la Sezione, ne irrobustì il tessuto, seppe proporla come forza viva e presente nella città. Di lui si ricordano la saldezza d’animo e l’onestà dei principi, rimase al suo posto sino a quando disposizioni venute dall’alto ed estranee al nostro Club non riuscirono a piegarlo, ma egli preferì rassegnare le dimissioni; era il 19 Febbraio 1931.
In quei 10 anni la Sezione mosse i primi passi e camminò veloce: 1° Gennaio 1922 gita inaugurale ad Andrate in treno sino a Borgofranco e poi a piedi alla "pietra della fondazione"; pranzo all’albergo Mombarone: quota di iscrizione Lire 23 per i Soci e Lire 27 per i non soci.
Si fissa la riunione del Consiglio Direttivo il Martedì sera ogni 15 giorni; la prima quota sociale è di 30 Lire annue; il 1° bilancio, anno 1922, ammonta a Lire 4.162.
La Sede viene trasferita in via Portis n°1 in casa d'affitto.

Nell’estate poi, e precisamente il 27/29 Agosto al rifugio Vittorio Sella al Lauson in valle di Cogne, viene inaugurato il gagliardetto sociale donato alla Sezione dalla signora Gallo Menabrea Maria mentre il Presidente fa dono della bandiera tricolore. 
Una curiosità: nell’anno 1922 i soci sono per due terzi composti da donne, il che viene rimarcato con finezza ed arguzia dal segretario Guido Muzio, con parole scritte da lui in piemontese, in occasione dell’Assemblea dei Soci il 3 dicembre 1922 ( Assemblea svoltasi a Rivarolo Canavese)
Il 15 Ottobre 1926 dopo un breve contenzioso con la Sezione di Ivrea, appena ricostituita, venne cambiato il nome della Sezione: non più Canavese ma Sezione di Chivasso.

Il 25 Maggio 1927 viene sciolto d’autorità il Consiglio Direttivo; nuove procedure regoleranno la nomina dei dirigenti la Sezione; il C.A.I. passa alle dipendenze del CONI.

Molte cose ci sarebbero da ricordare, in questo periodo la Sezione crebbe: si superano i 130 soci, fu costituito il gruppo sciistico il 10 Marzo 1925 con animatore e capogruppo il Consigliere Francesco Micca; si organizzarono gli accantonamenti estivi al Rifugio Sella al Lauson nel 1925; al Rifugio Elena in Val Ferret nel 1926, al Breuil negli anni successivi.
I chivassesi erano presenti su tutte le montagne piemontesi.
Ma la realizzazione più importante di quegli anni è sicuramente il Rifugio del Breuil, la moderna Cervinia. Era nel desiderio di tutti avere un rifugio in montagna che fosse punto di incontro e ritrovo famigliare per gli alpinisti chivassesi e dopo diverse ricerche fu possibile affittare una casa in quella località, il rifugio Alfa, così si chiamava, nei pressi della chiesetta, nel piano vicino al torrente. Si chiamerà "Casa alpinisti chivassesi" e rimarrà attiva dal 1927 sino al 1931. 
Ma gli anni passano veloci: al Presidente Parigi, dopo le sue dimissioni per la mancata adesione al regime fascista, succede Angelo Severgnini negli anni 1931-1932; poi Franco Mancinelli dal 1932 al 1935 anno in cui comincia la presidenza di Guido Muzio: non vi sono parole che possano descrivere sufficientemente l’uomo, la sua passione per la montagna, l’amore per la sua città e soprattutto per i giovani nei quali vedeva l’avvenire del Club Alpino. Durò in carica fino al 1964: trent’anni di attività quotidiana a favore dell’alpinismo chivassese ed i frutti si videro subito, anche nel periodo travagliato della seconda guerra mondiale: i soci erano 180 nel 1940, 450 nel 1945, 520 nel 1950 e 670 alla sua morte.
La vita della Sezione era piena e pulsante: nel 1931 si dovette lasciare il rifugio del Breuil ed ora Muzio era alla ricerca di nuove sistemazioni: di nuovo in Val di Forzo, poi al Money nel Gran Paradiso, ma la sorte gli era avversa, gli ostacoli insormontabili.
La sua ostinata caparbietà fu premiata nel 1948 con la concessione in uso da parte del Demanio militare delle casermette di Chiapili e del colle di Nivolet; due strutture per la cui realizzazione hanno lavorato generazioni di nostri soci. 
In quegli anni i nostri migliori alpinisti salivano le più belle vette dell’arco alpino: erano alpinisti senza guida: anche qui si stava affermando l’alpinismo moderno. E qui non bastava più la Sezione: nel 1942 un gruppo di appassionati fonda la Sottosezione di Saluggia, la prima, che ci ha dato la bella figura di Nino Daga Demaria, che fu Vicepresidente della Sezione ma anche il primo segretario del Convegno delle Sezioni Liguri,Piemontesi e Valdostane di cui la nostra Sezione conserva l'Archivio Storico. Le altre Sottosezioni, Cigliano nel 1974, Foglizzo nel 1981 mentre Gassino, già Sottosezione dal 1945 al 1947, fu ricostituita il 1° Febbraio 1983.  La presidenza di Guido Muzio ha promosso molte nuove iniziative quali l’alpinismo giovanile, i gruppi culturali: filatelia, fotografia, coro alpino e potenziò la biblioteca sociale. Fu veramente un maestro per quanti l'anno conosciuto e mosso con lui i primi passi in montagna.
A Guido Muzio successe Vittorio Rivetti dal 1965 al 1981: egli dedicò particolare cura ai Rifugi che vennero adeguati alle mutate esigenze dei frequentatori. La sua esperienza di tecnico e la passione di alpinista portò alla attuale configurazione le due strutture ancora oggi punto di riferimento di tanti chivassesi.
Dal 1982 la Presidenza è affidata a Piersandro Muzio che guiderà la Sezione per due mandati triennali come prevede il nuovo Regolamento sezionale. Il resto è storia recente; A Muzio succede Ottavio Gorret dal 1988 al 1993, Gianni Capello dal 1994 al 1999, Bruno Rebora dal 2000 al 2005, Alessandro Ferrero Varsino dal 2006 al 2011, Carla Nicola, prima presidente donna del nostro sodalizio, dal 2012 al 2017 e dal 2018 Mauro Basso.

Il 23 febbraio 1988 il Consiglio direttivo delibera l'acquisto di uno stabile per la sede sociale. E' un impegno coraggioso reso possibile dalla disponibilità di tutti i Consiglieri, che si rendono garanti alla assunzione di un prestito per finanziare i lavori, e da tanti soci che hanno dato il loro contributo, economico o di lavoro manuale nella ristrutturazione dei locali.

Oggi in via del Castello 8 una accogliente sede sociale è a disposizione non solo dei nostri soci ma di tutti gli appassionati di montagna.  

 

Nel 1989 la Sezione pubblica il notiziario "Centoottantatre" (quota sul livello del mare della nostra città).
Come scrisse Gianni Capello nel "Pronti via" del primo numero, la quota "183" è stata il punto di partenza di questo progetto che ha vissuto l'evoluzione del CAI chivassese ed ha certamente raggiunto le quote più altisonanti auspicate.
Negli anni il notiziario è cresciuto in pagine e qualità per diventare informatore e riferimento puntuale per tutte le attività sezionali.
Centoottantatre entra nelle case dei nostri soci portando i programmi ed i resoconti delle attività delle diverse anime della sezione, le storie ed i ricordi dei soci, le ricorrenze ed i momenti significativi della nostra vita associativa.

 

 

Nel 1993, nasce "Immaginando" apprezzata iniziativa culturale che da 25 anni propone ai nostri soci e alla Città incontri con personaggi legati al mondo della montagna che con i loro racconti o per immagini presentano le loro storie.
Oggi le immagini entrano pepotentemente nelle nostre case, con Internet possiamo salire sulle più alte vette della terra o esplorare i più remoti luoghi del globo... ma il racconto dal vivo dei personaggi che abbiamo ospitato, le emozioni che ci hanno trasmesso, il calore e l'umanità della loro presenza sono altra cosa!
Sono il contatto vero con la forza dell'individualità, con la ricchezza della passione di persone che, nella montagna e nell'avventura hanno trovato e condiviso grandi valori.

 

La Sezione ha chiuso l'anno 2019 con 1296 soci e svolge la sua attività in ogni campo afferente alla montagna; oltre all’attività alpinistica ed escursionistica individuale di alcuni soci su tutte le montagne del mondo ed agli impegni nelle strutture centrali del Club Alpino Italiano, la Scuola di Alpinismo e Scialpinismo, intitolata a Piersandro Muzio, fiore all'occhiello della Sezione, propone ogni anno corsi di alpinismo, sci-alpinismo, di arrampicata su roccia e su cascate.

Coloro che li frequentano ricevono una formazione che non esitiamo a definire completa e sono sicuramente preparati a percorrere le nostre montagne con conoscenza ed in sicurezza.
Nel 1975 il primo corso di Alpinismo organizzato dalla Sezione con l'ausilio della guida alpina Gino Gandolfo; nel 1978 il primo Corso di Scialpinismo e nel 1988 nascono i Corsi di arrampicata sportiva e su cascate di ghiaccio.
Nel 1994 il riconoscimento formale dell'attività della "Scuola di Alpinismo e Scialpinismo" intitolata a Piersandro Muzio.

 

L'Alpinismo Giovanile chivassese viene da lontano.
Dai primi anni 60' con alterne vicende è sempre stato presente fra le attività sezionali. L'attività presenta ai ragazzi un progetto di formazione che li porta a conoscere la montagna e la cultura alpina come modello di crescita personale nel rapporto uomo-territorio.
Il Cai si rivolge ai giovani stimolando la passione per la montagna nei futuri frequentatori della stessa, educando i ragazzi a vivere l'ambiente montano con atteggiamento attento e responsabile.

 

 

Oggi la Sezione dedica una particolare attenzione anche ai piccolissimi.
Nel 2007 nasce il CAI Baby, primo avvicinamento alla montagna gestito da giovani genitori che condividono questa simpatica iniziativa.
L’iniziativa è nata per far provare ai più piccoli il piacere del contatto con l’ambiente naturale e montano e far loro scoprire le piccole e grandi meraviglie che essi celano, trasportati sul marsupio o lo zaino nei primi anni di vita e poi incoraggiati a camminare con i loro scarponcini su facili sentieri.

 

 

Il 6 Agosto 1978, sulla spalla Isler del Grand Combin a 3660m, è stato inaugurato il bivacco Biagio Musso. Nato per volontà del foglizzese Raimondo Galletta (per tutti Mundu) che voleva ricordare l'amico Biagio Musso, per 15 anni sindaco di Foglizzo, caduto al monte Bianco nel 1975.
Il bivacco, nove posti, è punto avanzato per la salita al Gran Combin e ricovero di emergenza sulla Haute Route scialpinistica Chamonix-Saas Fee. Curato inizialmente da Raimondo Galletta e dagli amici Foglizzesi, dal 20 Febbraio 1998 è un bivacco del CAI Sezione di Chivasso-Sottosezione di Foglizzo.
Nel 1994, una targa sulla porta del bivacco ricorda l'amicizia che ha reso possibile questo sogno con un pensiero di Firmino Verga "Con la montagna nel cuore scalarono la vita".
Dal 2017 il Bivacco ha anche un racconto umano e appassionante nel libro "Storia di un bivacco" di Sara Galletta, nipote di Mundu.

 

Negli anni 2000 all'interno della Sezione nascono due "Gruppi" che si dimostreranno particolarmente intraprendenti e che raccoglieranno presto lusinghieri risultati in termini di aggregazione e partecipazione attiva sul territorio.

Nel 2003 nasce il gruppo "Mountainbike" con l'intento di promuovere fra i soci il ciclo escursionismo oggi riconosciuto quale attività istituzionale del CAI; nuovo e piacevole modo di fare escursionismo nel rispetto della viabilità e sentieristica di montagna.

 

 

 

 

Nel 2006 il gruppo dei "GASATI" nati da una costola dello scialpinismo sezionale con lo scopo di promuovere l'attività scialpinistica dei soci dopo la formazione nei corsi della Scuola.

 

 

 

 

Nella storia sezionale non può mancare un pensiero all'iniziativa più longeva, "l'Ottobrata"che si celebra dal lontano 1926. Giornata di incontro conviviale fra i soci con pranzo sociale e la premiazione dei soci più fedeli: "l'aquila d'oro" ai soci venticinquennali, "la grolla" ai soci cinquantennali e riconoscimenti a quanti hanno superato anche queste soglie.
Dal 2007 la sede della manifestazione è il rifugio Guido Muzio.

 

 

Nel 2000 la Sezione ha partecipato attivamente alla nascita del Raggruppamento Intersezionale fra le Sezioni del Canavese e delle Valli di Lanzo, coordinamento sovrasezionale con lo scopo di sviluppare iniziative comuni sul territorio di competenza e favorire momenti aggreganti fra i soci. Oggi sono 14 le Sezioni che condividono questa realtà e fra le attività consolidate le "gite del giovedì" con una straordinaria partecipazione di soci delle diverse Sezioni. Nel 2002, anno Internazionale delle Montagne, su proposta della nostra Sezione, è stato organizzato "Camminando....Confinando...." escursione in 19 tappe sui confini dell'Intersezionale.

 

Nel 2010, dopo 60 anni di presenza al colle del Nivolet, la Sezione perde il Rifugio "Città di Chivasso" che la Regione Valle d'Aosta, proprietaria della struttura, ha consegnato al Comune di Valsavarenche. Dal 2010 una targa ricorda agli ospiti del Rifugio i 60 anni di gestione della nostra Sezione.

 

 

 

 

Il rifugio Guido Muzio è ormai una presenza consolidata nel panorama turistico di Ceresole Reale. E' tuttora in concessione al CAI Chivasso da parte del Demanio Militare come da Convenzione del 1949. Ben visibili i notevoli interventi estetici, funzionali e di adeguamento normativo fatti negli anni dalla Sezione. Oggi la struttura, grazie anche all'impegno dei gestori che si sono avvicendati nei quasi 70 anni di gestione, assolve appieno la funzione di rifugio escursionistico per una ospitalità sobria ed in linea con l'etica del Club Alpino e consapevole di essere presidio culturale all'interno del paeco del Gran Paradiso.

 

 

 

Il rifugio in una bella e particolare immagine scattata da Davide Rorato nel periodo della sua gestione del rifugio.

 

 

 

 

 

Nel 2011 un evento importante per la conoscenza e la conservazione della nostra storia. La Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d'Aosta ha riconosciuto il rilevante interesse culturale della documentazione storica dell'archivio sezionale,dalla nascita della Sezione nel 1922 e dell'archivio storico del Convegno delle Sezioni liguri,Piemontesi e Valdostane ( 1949 - 2006 ) di cui la nostra Sezione è tenutaria. L'archivista professionista dott.ssa Patrizia Viglieno ha provveduto alla schedatura, riordino e inventariazione di tutta la documentazzione cartacea e fotografica e del fondo fotografico Emilio Gallo di cui la Sezione conserva lastre in vetro ed acetato di grandi dimensioni.

 

Nel 2012 , 90° della Sezione, presenti tutte le componenti del Cai Chivassese e molti ospiti, grande festa alla pietra di Andrate con la posa della bacheca che racconta le origini della nostra storia.

 

 

 

 

 

 

 

Nel 2017 la Sezione ha festeggiato i 95 anni.
Fra le iniziative, l'inaugurazione del Sentiero intitolato a Pierangelo Berruti che dalla città sale al Bric del Vaj.
Pregevole offerta escursionistica per i chivassesi, nel verde della collina a due passi da casa.
Notevole impegno di volontariato dei nostri soci e di quanti ci hanno aiutato nella ricerca dell'itinerario, la realizzazione e nella continua cura di manutenzione conservativa. 

 

 

 

La Sezione viaggia verso il traguardo dei centanni crescendo e vivendo i tempi che cambiano, ma i principi ispiratori del nostro essere non sono mutati: promuovere la conoscenza e lo studio delle montagne, la tutela dell'ambiente montano oggi aggredito per meri interessi commerciali, la promozione di un alpinismo consapevole in ogni sua manifestazione, con i mezzi che la tecnologia e la ricerca hanno messo a disposizione, ma con lo spirito e l'entusiasmo che ebbero nel lontano 1922 i nostri padri fondatori.

 

Aggiornamento Dicembre 2019 (Bruno Rebora)